Il Taekwondo

Tratto dal libro “Taekwondo: La storia, la tecnica, la tradizione” – Ed. Elika

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Cos’e’ il Taekwondo

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Racchiudere il taekwondo in una sola definizione è impresa ardua. L’etimologia della parola stessa non ci aiuta in tal senso. In ogni caso possiamo affermare che il taekwondo è l’arte marziale che meglio ha saputo adattarsi alle esigenze della società moderna, trasformandosi in sport senza tuttavia dimenticare le proprie origini e le tradizioni che legano il taekwondo stesso al suo Paese originario, la Corea. Accennavamo all’etimologia della parola: in coreano “tae” significa calciare in volo, “Kwon” significa pugno o colpire di mano, mentre “Do” può essere interpretato come arte, via o disciplina. Sommando le tre definizioni taekwondo è l’arte di colpire con calci e pugni in volo. Una definizione che possiamo senz’altro confermare ma che le sta stretta. Molte, infatti, sono le specializzazioni che questa arte marziale permette di intraprendere. L’aspetto agonistico ha carpito solo una di queste, quella legata al combattimento puro. Ci sono poi da considerare le Poomse, forme base contro avversari immaginari verso cui rivolgere tecniche di offesa e difesa e le Kyokpa o Kyukpa, c.d. tecniche di rottura di oggetti (tavolette di legno, piatti, bicchieri, ecc), di cui parleremo in maniera specifica più avanti.

Moltissimi sono gli esperti che si sono lanciati alla ricerca di ulteriori e più chiare definizioni del Taekwondo; qualcuno l’ha catalogato come “arte marziale che utilizza il corpo umano come sistema di attacco e di difesa” , altri semplicemente come una specie di Karate Coreano, simile al Kung Fu, in ogni caso nato da un attento studio anatomico del corpo umano. Il Taekwondo è, di certo, la seconda arte marziale divenuta sport olimpico ufficiale. Un importante riconoscimento, una scelta attuata direttamente dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) sulla base di criteri oggettivi che analizzeremo nelle fasi dell’evoluzione di questo sport. Il Taekwondo, inoltre, serve a migliorare il benessere fisico e la salute di chi lo pratica nonché l’aspetto mentale, attraverso il miglioramento della concentrazione e lo sviluppo dell’equilibrio psicofisico dell’atleta. Nelle prossime pagine cercheremo, per quanto in nostro possesso, di dare una definizione più ampia attraverso un’analisi dei vari aspetti di questa arte e delle sue millenarie origini.

 

TAEKWONDO: STORIA E TRADIZIONE

 

Le prime testimonianze relative alla pratica di un’arte marziale simile al Taekwondo risalgono al 50 a.C., durante la dinastia Koguryo. In quei secoli la moderna Corea era composta da diversi regni, quasi tutti in lotta tra loro: la dinastia Silla, probabilmente la più famosa, fondata nel 57 a.C. nella pianura denominata Kyongju, la dinastia Koguryo, fondata nel 37 a.C. nella valle del fiume Yalu (comprendente Manciuria meridionale e Corea settentrionale), la dinastia Paekche, che occupava il bacino del fiume Kum, succedute poi dalla dinastia Koryo (da cui deriva il nome stesso della Corea) e dalla dinastia Li Cho Sun. Ritrovamenti di statue in pietra raffiguranti guerrieri in atteggiamenti “marziali”, unitamente a documenti e graffiti rinvenuti in alcune tombe grazie a scavi archeologici risalenti ai primi anni del 1900 ci consentono di affermare che il Taekwondo è tra le arti marziali più antiche del mondo.